Treni e lezioni da (ap)prendere.

Il treno si ferma a pochi passi da me e salgo sul vagone più vicino, l'ultimo.
Insieme a me, altri ragazzi prendono posto in quell'ultimo vagone e iniziano a parlare ad alta voce, ridere rumorosamente, con tanto di insulti e volgarità, e continue occhiatacce verso gli altri passeggeri. Sono stanca e vorrei chiedergli gentilmente di smetterla, ma decido di non farlo. La verità è che sono un po' spaventata: quei ragazzi sono grandi, grossi ed in gruppo, mentre io sono sola.
Per fortuna il viaggio è breve, tra venti minuti saremo al capolinea.
Ciò nonostante, poco dopo la partenza, uno dei ragazzi che condivide il mio stesso vagone apre il finestrino e si accende una sigaretta.
Ma come? Non riesce a resistere nemmeno venti minuti senza fumare? O forse è solo il gusto di trasgredire davanti ad una telecamera che lo spinge a farlo?
A questo punto sì, sono parecchio infastidita.
Mi alzo, percorro tutto il treno, busso alla porta dalla quale si affaccia il controllore. "Sì? Mi dica.”

"Degli incivili stanno fumando, nell'ultimo vagone."
"Signorina, lei ha fatto bene ad avvisarmi, ma impari una cosa che le servirà sempre: non si sieda mai nell'ultimo vagone, stia sempre davanti… Non si sa mai.”
Delusa e confusa, mi siedo nel primo posto disponibile del primissimo vagone e inizio a rimuginare.
Ho pagato il mio biglietto, ho rispettato le regole di buona educazione durante il viaggio, ho rispettato anche la legge, eppure io, e non quegli altri, devo imparare una lezione?
Fine del viaggio. I passeggeri scendono e vanno per le loro strade, i ragazzi dell'ultimo vagone scendono con menefreghismo ed arroganza, incuranti del fastidio che possono creare negli altri passeggeri.
Il capotreno non è andato nell'ultimo vagone.
Come biasimarlo? Aveva paura. Anche io avevo paura quando mi sono alzata, sotto lo sguardo attento dei ragazzi dell'ultimo vagone, ho percorso tutto il treno e ho avvisato il capotreno. Tremavo.
Alla fine però, una lezione l'ho imparata davvero: sia che io ceda alla logica del capotreno, sia a quella dei ragazzi, ci sarà sempre un ultimo vagone da cui tenersi alla larga.
Per non cedere alle paure, per ricostruire coraggio, civiltà, rispetto delle regole, per non dar spazio alle arroganze occorre l'impegno di tutti perché non ci sia più un ultimo vagone di cui aver paura.

 

Testo di Alice Marcarino